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Come poteva non esserci una sezione dedicata alla disciplina più “bruciante” dei motociclisti ?
Bando alle ciance, leggetevi questa definizione tratta dal sito wikipedia.it e un video di un burn out !…
DEFINIZIONE 1 (Tratto da wikipedia):
Il burnout o sindrome da burnout è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto (helping profession), qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere.
Colpisce psicologi, psichiatri, assistenti sociali, infermieri ecc. Queste figure sono caricate da una duplice fonte di stress: il loro stress personale e quello della persona aiutata.
Ne consegue che, se non opportunamente trattate, questi soggetti cominciano a sviluppare un lento processo di “logoramento” o “decadenza” psicofisica dovuta alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato. Letteralmente burnout significa proprio “bruciarsi“.
Per misurare il burnout ci sono diverse scale ma è da ricordare la scala di Maslach: un questionario di 22 items, ossia di domande, atti a stabilire se nell’individuo sono attive dinamiche psicofisiche che rientrano nel burnout. Ad ogni domanda il soggetto interessato deve rispondere inserendo un valore da 0 a 6 per indicare intensità e frequenza con cui si verificano le sensazioni descritte nella domanda stessa.
Curiosità:
Nello slang inglese si utilizza questo termine per indicare un utilizzatore abituale di droghe.
DEFINIZIONE 2 (Tratto da wikipedia)
Storia
È una manovra che deriva dal mondo delle corse, le cosiddette drag racing o corse di drag, dove questo sistema permette alle gomme di giungere velocemente alle alte temperature richieste per avere il maggior potere di aderenza possibile e permettere una migliore partenza subito dopo. È possibile trovare, nelle piste per le gare di drag, uno spazio riservato con asfalto liscio ed asciutto, il ‘burnout box’, dove effettuare i burnouts prima della gara.
Nel Mondo
In seguito il burnout si è evoluto come forma di competizione sportiva a sé stante e come forma di intrattenimento, molto popolare in Australia e Nord America. Il costo degli pneumatici e dei mezzi necessari ha visto crescere la domanda di sponsor, e la creazione di auto adatte unicamente a questo scopo, con regole per lo stile ed il metodo con il quale i piloti effettuano le gare e giudici che ne controllano il regolare svolgimento.
Tecnica
Eseguire un burnout è molto facile con un’auto a trazione anteriore, dove il freno di stazionamento viene usato per bloccare le ruote posteriori ed impedire che l’auto balzi in avanti durante la manovra. Basta accelerare rilasciando la frizione, e l’auto, che ha il freno a stazionamento (o freno a mano) inserito, cercherà di scaricare la potenza del motore con le ruote anteriori, che slitteranno sul terreno a causa del freno sulle posteriori, creando il fumo.
Il burnout con un’auto a trazione posteriore richiede generalmente l’uso del freno assieme all’uso dell’acceleratore, poiché il freno alle ruote anteriori impedisce di muovere l’auto, mentre il freno alle ruote posteriori non ha sufficiente forza per fermare le ruote mosse dal motore. Tuttavia, auto che sono preparate e create apposta per questo tipo di uso, hanno freni speciali sulle ruote anteriori, che permettono di non bloccare anche le ruote posteriori, così da eliminare il rallentamento dovuto all’uso del freno sulle ruote di trazione.
Il burnout con un’auto a trazione integrale è il più complicato, poiché in questo tipo di auto tutte le ruote forniscono trazione alla macchina. Perciò, esso è possibile solo con vetture che hanno motori molto potenti, che permettano all’auto di perdere aderenza su tutte e quattro le ruote. Ma proprio per la sua conformazione, il burnout con una trazione integrale è minimo, e si ottiene una veloce partenza al posto della classica nuvola di fumo.
BURN OUT !!! cazzo che bruciata de gomma avrà impestato il garage! :em25: