Pausa dopo continui attacchi hacker!

hackeringGrazie a Dio sono riusciuto a ripristinare il sito ed il forum di r6 yamaha!

Un gruppo di hacker ha buttato giù per intere settimane sia il database che il webserver.
Vi annuncio che finalmente ho ripristinato il tutto dopo un lungo sforzo del mio webmaster, a cui va, ovviamente, un ringraziamento SPECIALE!!!

Ciao mitico Matteo!

Il video della presentazione di Parigi della Yamaha r6 2008

Yamaha has launched the new 2008 Yamaha YZF-R6 at the Paris show and given it a complete workover despite the motorcycle looking pretty similar to the current.

Yamaha R6 gets a new frame and swingarm, reworked 599cc engine, new slipper clutch, improved front brakes and more aerodynamic bodywork.

Eccovi il video:

[youtube CV9je-_nyTw nolink]

angolazione diversa:

[youtube oRD5Mkvvd4w nolink]

Yamaha R6 2008 il video e le foto!

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Eccovi in anteprima la nuova yamaha r6 2008.

 

 

Sono state diffuse dalla Yamaha le novità che caratterizzeranno in modello 2008 correlate da foto statiche dinamiche ed in studio.
La YZF-R6 di nuova generazione, quella lanciata nel 2006 per intenderci, ha avuto un successo immediato e ha segnato un nuovo e deciso passo in avanti nel panorama delle supersportive. Il modello 2008, adotta tecnologie derivate dalle competizioni a livello mondiale, con telaio e motore senza confronti.

[youtube 10Th7P7tIg4 nolink]
Una moto dal design totalmente rinnovato, la Yamaha R6 2008 è pronta a riconfermare la propria leadership tra le ipersportive di media cilindrata.
Oltre alla collaudata tecnologia del sistema YCC-T (acceleratore a gestione elettronica) adottato su R6 che offre una risposta eccezionale per tutto l’arco di erogazione, viene introdotto sul nuovo modello 2008 il sistema YCC-I (controllo elettronico dei condotti di aspirazione) utilizzato per la prima volta con grande successo sulla YZF-R1 della scorsa stagione.

Caratteristiche –

  • Sistemi YCC-T e YCC-I
  • Frizione antisaltellamento
  • Forcelle rovesciate
  • Attriti interni del motore ridotti per migliori prestazioni
  • Rapporto di compressione 13:1
  • Scarico EXUP
  • Telaietto in magnesio
  • Migliore gestione dei flussi dell’aria sulla carenatura

Motore –
Tipo 4 cilindri paralleli inclinati in avanti, 4 tempi
Raffreddamento A liquido
Cilindrata 599 cc
Alesaggio x corsa 67,0 x 42,5 mm
Rapporto di compressione 13,1:1
Potenza massima Con airbox in pressione: 99,6 kW (135 Cv) a 14.500 giri/min. / Senza airbox in pressione: 94,9 kW (129 Cv) a 14.500 giri/min.
Coppia massima Con airbox in pressione: 69,1 Nm (7,05 kg-m) a 11.000 giri/min. / Senza airbox in pressione: 65,8 Nm (6,71 kg-m) a 11.000 giri/min.
Lubrificazione Carter umido
Alimentazione Iniezione elettronica
Frizione In bagno d’olio, a dischi multipli
Accensione TCI
Avviamento Elettrico
Trasmissione Catena
Distribuzione DOHC, 16 valvole
Impianto di scarico Euro 3
Cambio 6 marce, sempre in presa
Riduzione primaria 85/41 (2,073)
Riduzione secondaria 45/16 (2,813)
Capacità serbatoio carburante 17,3 litri
Quantità olio 3,4 litri
Ciclistica –
Telaio Deltabox in alluminio pressofuso
Sospensione ant. Forcella teleidraulica rovesciata, 41 mm
Escursione ant. (mm) 115 mm
Sospensione post. Forcellone oscillante
Escursione post. (mm) 120 mm
Freno ant. Doppio disco, 310 mm
Freno post. Disco singolo, 210 mm
Pneumatico ant. 120/70 ZR17M/C (58W)
Pneumatico post. 180/55 ZR17M/C (73W)
Dimensioni –
Lunghezza (mm) 2.040 mm
Larghezza (mm) 705 mm
Altezza (mm) 1.100 mm
Altezza sella (mm) 850 mm
Interasse (mm) 1.380 mm
Distanza minima dal suolo (mm) 130 mm
Peso a secco (kg) 166 kg

MotoGP – Michelin: Max Biaggi era molto più serio di Rossi

26/09/2007 – Stanca ormai delle continue lamentele del fenomeno di Tavullia, la Michelin
ha risposto duramente alle numerose frecciatine rilasciate alla stampa da
Valentino Rossi.

“Quando ho letto che il motivo principale della resa di Valentino a Motegi
erano le gomme, non riuscivo a crederci. Cosa è successo?? Posso solo dire che
le termocoperte sulla moto di Valentino sono state messe e tolte tre volte, con
sicuri effetti sulla temperatura delle gomme. E in più, credo che l’assetto
fosse troppo rigido: noi li avevamo avvisati”, ha dichiarato il boss
dell’azienda francese Jean Philippe Weber.

Quanto al comportamento di Rossi, Weber ha aggiunto: “Non capiamo tutte
queste continue critiche rivolte all’esterno. In questo senso, il migliore era
Max Biaggi. Magari veniva nel camion e si arrabbiava tantissimo, ma poi
all’esterno non trapelava nulla”.

MotoGP – Ducati riporta il titolo in Italia dopo 33 anni

24/09/2007 – 1974-2007. 33 anni sono stati necessari per rivedere una casa italiana conquistare il titolo mondiale nella classe regina del motomondiale. Nel 1974 era stato Phil Read, il cattivissimo inglese che incuteva timore in tutti i suoi avversari con manovre al limite della correttezza, a conquistare la corona iridata in sella alla MV Agusta, avviata di lì a poco a chiudere il suo glorioso percorso nelle corse. Phil Read che nel 1971 fu alfiere della mitica Ducati bicilindrica. Proprio la Ducati nel 2007 interrompe il digiuno tricolore con un gioiello di tecnologia messo nelle sapienti mani dell’australiano Casey Stoner.
Un successo a 360 gradi, titolo piloti, titolo squadre e soltanto sei punti per conquistare anche quello dedicato alle case costruttrici. Ma la misura di questo successo forse sfugge al grando pubblico, portato per analogia di colore, di origine geografica e di sponsor, a visualizzare la casa di Borgo Panigale come la Ferrari della MotoGP. Se la casa di Maranello è una leggenda della formula 1 fin dal primo campionato mondiale, nel 1950, Ducati, fondata nel 1926, si è impegnata ufficialmente nelle corse negli ultimi vent’anni, in sostanza con la creazione del campionato Superbike, dedicato alle moto derivate dalla produzione di serie. Prima soltanto qualche sporadica apparizione, non in veste ufficiale, come quella del 1971 voluta personalmente dall’Ing. Spairani, allora dirigente di Ducati, e proprio con Phil Read come pilota.
Raggiunta l’eccellenza nella Superbike, in 20 anni la casa bolognese ha conquistato 12 titoli piloti e 14 costruttori, nel 2002 Ducati decide di affrontare il grande passo, con l’avvento della categoria 4 tempi nella classe regina viene pianificato il debutto nel motomondiale. Una nuova sfida ai colossi giapponesi, questa volta in una categoria dove loro hanno una vastissima esperienza.
Il 2003 è il primo anno di gare, podio al debutto a Suzuka ed esaltante prima vittoria a Barcellona; il 2004 non è purtroppo a livello della prima stagione, qualcuno comincia a storcere il naso, consigliando di ritirarsi in buon’ordine nell’orticello Superbike, ma i vertici di Ducati Corse non la pensano così, incurati dei mugugni continuano per la loro strada. Il 2005 vede il matrimonio con Bridgestone, commenti pepati, qualche presa in giro, gli pneumatici giapponesi non sono a livello della concorrenza, ma nelle poche occasioni in cui funzionano fanno la differenza. A Borgo Panigale ci credono, preparano una gran moto per il 2006, sembra essere l’anno buono, ma la spaventosa caduta di Barcellona menoma Capirossi, alfiere della Rossa in tutte queste stagioni, in alcune gare ed il sogno sfuma ancora. Per il 2007 cambia il regolamento, motori 800; Honda, regista occulto di queste modifiche, sembra la grande favorita, ma Ducati Corse lavora ancora di più, è la prima moto a scendere in pista, nell’estate 2006, con la nuova motocicletta. Il resto è storia di questi giorni, l’ingaggio di Stoner, la vittoria in Qatar, le altre 7 vittorie dell’australiano, l’apoteosi di ieri con la vittoria di Loris ed il titolo di Casey.
Ma soprattutto la tecnologia italiana che batte quella giapponese, un manipolo di ragazzi italiani, usciti dalle nostre università e scelti uno per uno da Ducati Corse, che hanno portato la casa di Borgo Panigale sul tetto del mondo, Davide che batte Golia. Per capire la portata dell’evento possiamo fornire qualche cifra che può aiutare: Ducati ha venduto poco più di 30mila moto nel 2006 contro gli oltre 10milioni di Honda! Il reparto corse di Ducati è composto da 115 persone, che seguono i team ufficiali MotoGP, Superbike e Superstock oltre a supportare i team satellite o privati che usano moto Ducati, in HRC il numero di persone che segue la sola MotoGP è maggiore!
Un rapporto speciale che lega indissolubilmente i dipendenti, gli appassionati ed i piloti stessi a Borgo Panigale, come dimostrato dal raduno in fabbrica davanti al megaschermo per seguire la gara di ieri e dallo spontaneo carosello di moto in centro a Bologna per festeggiare il titolo di Stoner.
Il sogno si avvera, titola il sito ufficiale Ducati, la realtà, a volte, supera l’immaginazione, la Ducati è un patrimonio dell’Italia, godiamocelo e festeggiamo con loro.